Campus scolastico, quando l'emergenza è la norma
CASTEL DI SANGRO – Se fosse un libro, sarebbe Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda. Se fosse un film, invece, potrebbe fornire lo spunto perfetto per una sceneggiatura al regista Nanni Moretti. Purtroppo però, la situazione grottesca di cui si parla non ha nulla da spartire con la letteratura, né tantomeno con la cinematografia italiana, bensì è lo scenario delineatosi nel mese di settembre attorno all’ormai ricorrente problema della scuola media di Castel di Sangro. Le origini del problema risalgono a più di un anno fa e sono ormai ben note a tutti: l’istituto “Adamo Petrarca”, dalla data del terremoto aquilano del 6 aprile 2009 è stato chiuso agli studenti (“chiuso” per modo di dire, visto che nel numero di Luglio del nostro giornale abbiamo avuto modo di documentare alcune scorribande di numerosi ragazzini all’interno dello stesso) e dichiarato inagibile, col conseguente trasferimento di tutte le aule e le attività presso l’ITCG “Liberatore”. Ciò ha inevitabilmente causato degli ovvi disagi logistici che hanno interessato professori ed alunni indistintamente poiché, per i pochi mesi restanti alla chiusura dell’anno scolastico 2008/2009 e per l’intero anno successivo, la situazione di emergenza e la conseguente forzata convivenza delle due scuole all’interno di un unico edificio hanno portato ad un evidente ridimensionamento, non solo degli spazi a disposizione – sia didattici che relativi ai servizi igienici – ma anche e soprattutto delle attività di laboratorio ed extra-scolastiche originariamente previste. Per questo motivo, nella speranza di una risoluzione del problema in vista dell’anno scolastico da poco iniziato, il dirigente scolastico dell’ITCG, Gennaro Di Martino – che da poco ha assunto anche la carica di reggente della scuola media “Adamo Petrarca” – ha convocato per il 7 settembre un’assemblea straordinaria presso il teatro Tosti di Castel di Sangro, cui hanno preso parte, oltre ai numerosi genitori, anche il Sindaco Umberto Murolo e l’assessore Andrea Liberatore, che nell’occasione sono stati invitati a dare delle spiegazioni su modalità e tempi di intervento dell’amministrazione e sulla colpevole mancata realizzazione di quel Campus scolastico, sbandierato come uno dei temi centrali nelle ultime due campagne elettorali (quella del recente marzo 2010, ma anche quella relativa al 2004). L’incontro è stato caratterizzato dal clima di malcontento e contestazione dei genitori, i quali hanno dapprima bocciato la provocatoria proposta del preside dell’attuazione di un doppio turno scolastico, secondo il quale gli alunni della scuola media avrebbero dovuto svolgere le attività dalle 14 alle 19, e al contempo hanno sollecitato alle autorità presenti la necessità urgente di attuazione del Campus scolastico, soluzione caldeggiata anche dallo stesso Di Martino. Nel frattempo, l’anno scolastico è cominciato qualche giorno fa e nulla è cambiato. La definitiva risoluzione della problematica sembra ancora molto lontana e per questo si continua ad intervenire facendo ricorso ad espedienti temporanei e perlopiù di fortuna. L’ennesima “toppa” sembra essere quella dell’installazione di un container, annunciata come imminente dallo stesso Sindaco in un’intervista rilasciata il 17 settembre alla rete Tv locale TeleAEsse, il cui uso verrà destinato ai docenti e che verrà ubicato nella zona dell’ITCG, in maniera tale da permettere di liberare due aule all’interno dell’edificio per potervi sistemare tutti gli alunni. I problemi legati al sovraffollamento dei servizi igienici, però, restano. Così come restano molti dubbi sull’atteggiamento delle autorità locali riguardo a questa spinosa vicenda, primi su tutti gli interrogativi riguardanti il progetto-Campus: come mai, a distanza di ben 6 anni dalla prima volta in cui l’attuale amministrazione ne ha proposto la realizzazione, la sua edificazione sembra ancora un miraggio? Possibile che ci voglia tutto questo tempo per trovare dei finanziamenti da parte di enti pubblici o privati interessati? E ancora, siamo sicuri che alcune altre iniziative, ad esempio la “Cittadella dello Sport”, meritassero di essere considerate prioritarie rispetto alla realizzazione di una struttura attrezzata e funzionale, che dovrebbe permettere a tutti gli studenti di poter esercitare in spazi adeguati e senza dover fare sacrifici o rinunce, il loro diritto allo studio? L’impressione è che bisognerà aspettare ancora degli anni prima che questo progetto vedrà la luce, pertanto fino ad allora sarà obbligatorio fare di necessità virtù, sperando che tutto ciò non porti ad esasperare definitivamente un clima di insoddisfazione generale già abbastanza diffuso.
Carlo Graziani
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