martedì 20 dicembre 2011

Calcioscommesse: Doni in manette, ora l'Atalanta trema

BERGAMO - La notizia odierna dell'arresto di Cristiano Doni esplode come una bomba nell'ambiente bergamasco. Il capitano dell'Atalanta, finito oggi in manette insieme ad altre 16 persone nell'ambito dell'operazione denominata Last Bet, è indagato come uno dei principali attori dell'organizzazione internazionale implicata nel nuovo scandalo legato al calcioscommesse. Secondo il gip di Cremona, nella stagione calcistica 2009-2010, il calciatore avrebbe interferito direttamente e illegalmente nell'alterazione di molteplici risultati della sua squadra, intascando parte dei proventi delle scommesse truccate. L'altro capo di accusa che ha fatto scattare il fermo è quello del pericolo di inquinamento delle prove: gli inquirenti sostengono che il 38enne fantasista bergamasco abbia cercato di comprare il silenzio del portiere Nicola Santoni, anch'egli tra gli arrestati, pagando la parcella del suo avvocato, dichiaratosi subito all'oscuro dell'intrigo. Inoltre, i due calciatori avrebbero tentato di manipolare i dati dell'iPhone di Santoni, sequestrato dagli inquirenti l'estate scorsa, architettando l'ipotesi di accedervi da un computer esterno per modificare la password. L'Atalanta, già penalizzata di sei punti in classifica, attende con preoccupazione gli sviluppi di una vicenda che potrebbe ulteriormente compromettere il suo campionato. La società e i tifosi della Dea, fino ad oggi strenui difensori del loro capitano, per evitare ripercussioni sul prosieguo della stagione, si ritrovano così nell'impensabile e controversa condizione di dover dimostrare di essere solo le pedine di una scacchiera manipolata dal loro stesso idolo. Certo, se così fosse si tratterebbe di un tradimento che va ben al di là di un cambio di maglia, ma, crudelmente, sarebbe la conclusione migliore per l'undici di Bergamo.

Nessun commento:

Posta un commento